Ormai essere una hardware company non significa più produrre hardware in senso stretto. E se questo era stato iniziato come processo da Apple che da in outsourcing la costruzione della componentistica e ne cura soltanto l’assemblaggio, possiamo dire che il concetto sia stato assimilato con sufficiente cognizione anche da Microsoft, e soprattutto da Google che, come riporta WSJ, ha in programma di aprire i propri retail store esattamente come il gigante di Cupertino.

Ho aspettato a dare la notizia, a riportarla anche io, perché ho voluto prima rifletterci un po’ su: secondo me infatti questa mossa può cambiare notevolmente le carte in tavola, rendendo Google un player anche nella fascia alta dove Apple sinora vuoi o non vuoi ha regnato sovrana, tra MacBook e iPhone, facendoli diventare status symbol. È proprio su questo che Google si metterà in competizione: sull’appeal dell’acquisto presto uno store fisico che faccia sentire il cliente al primo posto.

Tra l’altro, secondo me Google è strategicamente pronta a immettersi nel mercato come hardware company oltre che come provider di servizi: facendo della gamma Nexus un discorso a parte, per la quale io mi auguro come Marco che il brand venga rafforzato in maniera quasi imbarazzante per la concorrenza, Federico stamattina ci ha parlato del Chromebook Pixel, l’ultima fatica di Mountain View che, personalmente, nonostante il prezzo un po’ alto, trovo che possa fare seriamente concorrenza non solo ai laptop di Apple, ma anche a tutti quei produttori che si stanno donando impunemente a Microsoft con Windows 8 e con Secure Boot, meccanismo di sicurezza che mentre ci protegge ci impedisce di cambiare sistema operativo. E il fatto di poter fare hacking su un Chromebook molto più liberamente per me ha un valore.

Ultimo punto: c’è davvero bisogno che ve lo dica? Attraverso gli store retail di Google riusciremo finalmente a liberarci dell’odioso meccanismo di Google Play, che è probabilmente uno dei motivi per cui tanti di noi non hanno ora come ora un Nexus 4 in mano. Svincolare la distribuzione dei Nexus device dai produttori è uno dei punti chiave del 2013 di Google, almeno per quanto mi riguarda: solo in questo modo riusciremo a vedere un futuro florido per il motore di ricerca meno motore di ricerca che c’è, e un rinnovamento vero per i Nexus.

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