Google prepara la sfida a WhatsApp con un’applicazione per la messaggistica istantanea, diversa da Hangout, che inizierà a testare in India e in altri Paesi emergenti nelle prossime settimane: siamo vicini a una guerra delle chat, con Yahoo! che ha acquisito MessageMe ed è pronta a investire $20 milioni – non miliardi, come qualche ha erroneamente pubblicato – in Snapchat. Mai come in questo momento la comunicazione via smartphone attrae l’interesse delle aziende e le cosiddette dot com non vogliono farsi sfuggire un’occasione.

Perché tanto interesse sulle chat? Mentre WhatsApp è a pagamento, le altre sono gratuite e nel caso di Snapchat propongono addirittura dei contenuti che svaniscono (anche se è possibile salvare le conversazioni). Il valore di queste app è nei dati personali — raccolti da chi le sviluppa: non soltanto legati agli account registrati, ma soprattutto ai numeri di telefono. Google, ad esempio, ha introdotto Hangouts Dialer [vedi gallery] per le chiamate in VoIP sulle linee telefoniche coi tablet, che non supportano il 3G o il 4G/LTE.

L’obiettivo di Big G, con questa nuova applicazione che sarà più simile a WhatsApp, è permettere agli utenti di comunicare… senza effettuare il login su Google Accounts: non è chiaro se i messaggi svaniranno come su Snapchat, ma è previsto che la app sia legata al numero di telefono e non a nome utente e password. Se è già attivo da tempo il Caller ID legato al profilo su GMail e Google+, nel prossimo futuro il chiamante potrebbe essere identificato esclusivamente dal numero — come avviene con gli SMS e gli MMS degli operatori.

foto by Federico Moretti