Lavorando spesso per i ristoratori, mi sono sempre chiesto perché questi fossero tanto reticenti a pubblicare le ricette sul sito che realizzavo per loro. L’ho domandato ai diretti interessati e la risposta non è stata affatto stupida: metti che, per qualche motivo, sul web sia elencato un piatto che il ristorante non può servire. Il cliente resterebbe interdetto. Google – a partire dagli Stati Uniti – ha deciso d’indicizzare il ricettario completo dei ristoranti. Non credo che i cuochi saranno contenti d’apprendere la notizia.

Nei ristoranti stellati come quelli dei giudici di MasterChef, non puoi neppure scattare delle fotografie: né ai piatti, né alla sala. Figurati se Carlo Cracco sarebbe contento di sapere che le sue ricette compaiono su Google — con tanto d’indicazioni su ingredienti e cottura! Alcuni cuochi scelgono di riportarle sul sito del proprio ristorante, soprattutto se sono piatti regionali o che puoi trovare soltanto lì, ma sono delle eccezioni. La maggioranza degli chef evita come la peste un rischio simile (e secondo me non ha torto).

Non so quanto t’intenda di cucina, ma includere le ricette dei ristoranti sul web è una pessima idea: non tanto per il consumatore, quanto per il cuoco. La cucina è soggetta a fattori che spaziano dalle verdure stagionali ai ritardi nelle consegne e la soddisfazione del cliente è l’unico metro di giudizio dell’esercente. È fondamentale che gli esercizi commerciali siano censiti su Google Places for Business, però non chiederei allo chef di pubblicare la carta dei vini o il menù perché sarebbe una cattiva strategia di marketing.

Photo Credit: Miele Forever Better via Photo Pin (CC)