Forse, a quattro giorni dalla chiusura di Google Reader, ho trovato la soluzione ideale: Digg Reader. Ho partecipato ai due sondaggi che Digg ha proposto agli utenti interessati, nelle scorse settimane, e ieri ho avuto accesso all’interfaccia web del servizio. Perché lo preferisco alle altre alternative? Beh, è praticamente identico all’originale. Il menù sulla sinistra, gli aggiornamenti sulla destra… con due modalità di visualizzazione – a lista o espansa – e l’organizzazione delle categorie è uguale a quella di Google Reader.

L’importazione delle fonti è molto rapida e ripropone la gerarchia salvata su Google. Digg Reader permette di connettersi a Facebook, Twitter e numerosi altri social network per condividere gli interventi: ovviamente, possono essere pubblicati su Digg stesso. La condivisione è un aspetto che non m’interessa granché, come la disponibilità di app (già disponibile su iOS, a breve su Android). Utilizzavo Google Reader dal desktop e non ho mai pubblicato gli esiti delle mie ricerche. È apprezzabile, comunque, la possibilità di farlo.

Digg Reader non è perfetto, essendo ancora un prodotto sperimentale, e alcune funzioni arriveranno soltanto nei prossimi mesi: se devo trovargli un difetto, però, è nella disponibilità esclusiva in inglese. Digg non è mai stato tradotto in altre lingue e, nonostante il mio feedback, dubito che Digg Reader sarà localizzato. Feedly è un’altra risorsa accattivante, ma temo che le infinite opzioni per la personalizzazione rischino di confondere gli utenti. Digg Reader è molto più immediato ed essenziale. Ha risolto i miei problemi.

Aggiornamento: Silvio Gulizia ha installato la app per iOS, senza ricevere l’invito all’interfaccia web. Il risultato è che può utilizzare Digg Reader soltanto con l’applicazione “nativa” su iOS. È un problema che – secondo il supporto tecnico – dovrebbe essere risolto nelle prossime ore, quando il servizio sarà esteso al pubblico. Al momento, infatti, l’invito a Digg Reader è subordinato a una lista d’accesso cui iscriversi segnalando il proprio indirizzo e-mail. Io, intanto, aspetto che esca la versione della app per Android.