Google[x] – il laboratorio che lavora a Glass – l’ha fatta «grossa»: Project Loon ambisce a portare la banda larga dove ancora non è presente, grazie al lancio di mongolfiere a 20km d’altezza dal suolo. Funzionano con pannelli fotovoltaici, spostati dalle correnti stratosferiche sopra alle aree interessante. Il primo esperimento è stato condotto in Nuova Zelanda, che presenta un’orografia molto simile a quella italiana. Motivo in più per osservare il progetto con estrema attenzione, secondo me. Potrebbe essere utile all’Italia.

Sono già stati lanciati trenta palloni che connettono cinquanta individui in aree della Nuova Zelanda piuttosto “ostiche” alla connettività via cavo. Project Loon non interferisce con le rotte delle linee aeree, poste a 10km d’altezza, né è ostacolato dalle precipitazioni: potenzialmente, potrebbe avere un uptime superiore a quello della fibra ottica. La velocità? Fra il 3G e il 4G/LTE. Il progetto è orientato ad Africa e Sud America, ma posizionato in Italia risolverebbe molti dei problemi che tuttora affliggono la banda larga.

Forse, qualcuno ricorderà che abito a Varese: la città-giardino, bagnata da sette laghi e “incastrata” fra le Prealpi. Ho la fortuna di risiedere a qualche centinaia di metri da un’antenna per la connettività mobile e sono raggiunto dall’ADSL da anni. In provincia, la situazione è completamente diversa. La mia ragazza fatica a utilizzare il GSM, figuriamoci la banda larga e il 3G. Non abita neppure in collina: NGI, un’azienda che di recente è tornata a Busto Arsizio, aveva creato Eolo per contrastare le asperità del territorio.

Per inciso, io non posso comunque accedere alla fibra ottica. Se non abitate nel centro di Milano o nelle città che hanno già ottenuto una connessione 4G/LTE, probabilmente incontrate ogni giorno delle difficoltà analoghe. Non importa a quale latitudine: la banda larga è un serio problema… in Valle d’Aosta, come in Sicilia. Cosa c’entra con Project Loon? Google – dopo l’italiana NGI – ha proposto una soluzione efficace, definitiva e a impatto zero alla diffusione della connettività che non è soltanto rivolta al cd. terzo mondo.

D’accordo, Project Loon è geniale. Ma non presenta dei problemi di privacy? Potrebbe, secondo me: sappiamo che Google è stata accusata di collaborare con la National Security Agency (NSA) sul tracciamento delle attività degli utenti… e un network gestito direttamente dall’azienda riproporrebbe i dubbi sulla tutela del consumatore. Volendo, Google potrebbe creare coi palloni una nuova internet che alcuni hanno già definito skynet. Dubito che le nazioni occidentali autorizzerebbero il progetto, senza precise indicazioni normative.

Quando s’innova, com’è avvenuto con Glass, il rischio deriva dall’antitrust: non esistono alternative a Project Loon, perché nessuno aveva ancora ideato una soluzione del genere. Quali provider s’appoggiano ai palloni di Google? Gli operatori potranno accedere a un’asta sulle frequenze? Non è stato chiarito, perciò l’arrivo in Europa e in Italia dell’infrastruttura è imprevedibile. Specificavo in apertura che l’avvio del progetto riguarda Africa e Sud America, però le prove sono state effettuate in Nuova Zelanda. Lo vorrei qui.