Google ha anticipato la pubblicazione del kit per l’assemblaggio dello smartphone – o, meglio, dei componenti – di Phonebloks: l’effettiva disponibilità di Project Ara è sempre più vicina, nonostante lo scetticismo sul mercato che questa formula possa davvero intercettare. La settimana prossima sarà organizzata una conferenza per gli sviluppatori al Computer History Museum di Mountain View, dove gli ingegneri del Googleplex spiegheranno come sviluppare nuovi moduli compatibili col prototipo di Motorola, che è basato su Android.

In questa fase, la partecipazione al progetto può essere interessante giusto per i maker — perché il MDK (Module Development Kit) 1.0 di Project Ara non è una sorta di LEGO che chiunque possa acquistare e utilizzare: è, piuttosto, una raccolta di linee guida per la prototipazione di componenti elettronici. Un passo in avanti che dovrebbe attirare nuovi produttori, oltre a Lenovo che ha acquisito Motorola Mobility da Google. Gli utenti devono aspettare, ma non sarà un’attesa troppo lunga e qualcosa potrebbe già essere realizzato.

Se larga parte del MDK 1.0 scaricabile di Project Ara è dedicato ai moduli magnetici che compongono lo smartphone, un’altra riguarda le cover: gli schemi distribuiti da Google permettono d’impiegare una stampante 3D nella creazione di nuove scocche in plastica personalizzate e il costo dell’operazione è sempre più basso, grazie a Micro 3D Printer. Un domani, potremo davvero stampare lo smartphone in casa — o, almeno, alcune parti di esso. È un esempio di qualcosa che non avrei mai immaginato di poter fare, fino a poco tempo fa.