Google Plus era una città fantasma secondo un’opinione abbastanza diffusa. Non lo è più da quando sono state attivate le community.

Forse non lo è mai stato in verità, basterebbe dare un’occhiata ai Temi caldi che si sviluppano tutti i giorni (li trovate nel menu esplora, ndr). Argomenti molto popolari e leggeri che mostrano una partecipazione che certamente non è limitata ai geek, e ai social-media-something.

A questo proposito vi consiglio la lettura di questo thread: Dove sono i 3,5 Milioni di italiani su G+?

Forse molti non hanno chiaro come funzionano le cerchie: se gli utenti condividono i propri post solo con una o più cerchie voi vedete i loro post solo se siete stati inseriti lì dentro. Altrimenti niente.

Al contrario se non siete stati inseriti nelle cerchie di nessuno, o se siete stati posizionati nella cerchia Antipatici che faccio finta di seguire ma non leggo, i vostri post saranno ignorati sistematicamente.

Per ogni post l’utente di Google Plus sceglie se condividere in pubblico, per tutti o solo per alcuni selezionati destinatari che ha suddiviso per cerchie: amici, colleghi, quelli del calcetto, quelli degli aperitivi, e così via.

Ora l’utente di G+ ha un’opzione in più, entrare o creare una community e postare lì, senza dover inserire nessuno nelle cerchie e sapendo che quei post saranno visibili a tutti i membri della community stessa. Questo semplice elemento moltiplica le interazioni.

Le community di Google Plus infatti consentono di aggregare le persone attorno a un tema, un interesse, così come un tempo facevano i newsgroup e successivamente, in maniera diversa, i forum. Questi ultimi, infatti, hanno la caratteristica di nascere e crescere attorno a un blog, un prodotto editoriale o a un interesse verticale specifico: i fan di Apple, i fan di Android, e così via.

Le Google Plus Community offrono invece una piattaforma aperta per conversazioni su tematiche più ampie e non necessariamente legate a un prodotto editoriale come le tre italiane nate per prime con l’endorsment di Google stesso:
Green GeekArchitettura&Design e MobiLovers.

Vi racconto come e perché ho contribuito a far nascere una di esse: MobiLovers.

A cavallo tra la fine dello scorso millennio e i primi anni del Duemila lurkavo il newsgroup it.computer.hardware.palmari . Allora Palm era leader di mercato e iniziavano a diffondersi i palmari di Microsoft, i primi con il modulo per la telefonia. Da lì sarebbe iniziato l’inesorabile declino di Palm, con mio grande dispiacere visto che il mio primo palmare è stato un glorioso Zire71, e l’ascesa di Microsoft con i suoi smartphone.

Sembra di parlare di un’epoca lontanissima, ma è trascorso da allora poco più di un decennio. Era l’era pre-iPhone . A differenza di quanto molti forse pensano lo smartphone non è un’invenzione di Steve Jobs. È suo il merito di averli resi cool .

È in quell’epoca e in quelle conversazioni che affonda le proprie radici, l’idea di ricreare un ambiente dove parlare di tecnologia mobile, dove la condividere competenze, visione del mercato o semplicemente ascoltare per arricchirsi di conoscenza. Così, quando ho avuto la possibilità di creare una delle prime community di Google Plus ho lanciato l’idea di creare  la community dei Mobile Technology Lovers a qualche amico.

In pochi giorni si sono aggregati oltre 350 tra appassionati, addetti ai lavori, geek, developer, blogger e curiosi che si confrontano e discutono quotidianamente dei temi caldi relativi alla tecnologia mobile, dagli smartphone e tablet alla connettività, dagli operatori telefonici ai costruttori dei loro amati dispositivi. Il tutto in un ambiente aperto e libero da preconcetti.

Insieme e di comune accordo, noi MobiLovers cerchiamo di evitare che si creino fan club e guerre di religione. Tutti i sistemi operativi, da Windows Phone fino a iOS e Android hanno la stessa rilevanza e possibilità di diventare protagonisti. Chiunque può entrare nella community dei MobiLovers e contribuire, nel rispetto delle policy che insieme ci siamo dati.

È questa una caratteristica distintiva della community dei MobiLovers quella di voler discutere di tutti gli aspetti del settore mobile in maniera aperta. Tutte le comunità verticali possono trovare spazio e ospitalità in MobiLovers .

Se hai uno smartphone dovresti venire a dare un’occhiata, cliccare su “Entra nella Community e presentarti: come ti chiami, quali dispositivi usi in mobilità?

Lo dovreste fare anche se finora pensavate che Google Plus fosse una città fantasma.

Seguite Mobilovers e Donato Carriero su Google Plus.

Di seguito l’infografica sull’anno di Google Plus.