Google ha deciso di adottare un sistema di rating (da noi sarà il PEGI) per le applicazioni presenti sul suo store digitale Google Play, che classificherà per fascia di età tutti i software in base ai loro contenuti.

Una scelta che va soprattutto incontro alla tutela dei bambini, sempre più “dentro” alle dinamiche del mondo mobile e applicazioni per smartphone e tablet, di cui sono tra i principali consumatori. Ovviamente in base alla zone verrà adottato un sistema di classificazione differente: PEGI (Europa, tra cui l’Italia), ClassInd (Brasile), USK (Germania) Classification Board (Australia) e il ESRB (America del Nord). Nei territori dove invece non esiste un sistema di rating specifico, continuerà a comparire una classificazione generica.

Il sistema PEGI è balzato agli onori della cronaca proprio qualche settimana fa in merito alla sua importanza nell’indirizzare l’opinione pubblica sul corretto utilizzo del medium videoludico e sensibilizzare genitori e videogiocatori poco informati.

google play rating

Classificazione rating su Google Play

Più umani, meno computer
Cambia anche il processo di revisione delle applicazioni prima che queste approdino sullo store digitale di Google. Big G ha infatti deciso di abbandonare il software utilizzato in passato e affidare la verifica ad un team di esperti in carne ed ossa, i quali avranno il compito di controllare che i contenuti delle app non violino i termini di Google e che dunque i più piccoli non si trovino di fronte a prodotti non adatti alla loro età.

Gli sviluppatori per Android dovranno quindi attendere il via libera del team di controllori prima di vedere la loro applicazione sullo store Google Play. Con questo nuovo sistema probabilmente non si avranno più casi di applicazioni inserite sul negozio digitale e cancellate solo in un secondo momento perché davano problemi con altri programmi, ad esempio il caso di Disconnect Mobile.