Google è un gigante del settore hi-tech, una delle principali fucine di menti eccelse. Eppure anche lui può commettere errori grossolani. È successo nella giornata di ieri, quando l’app Google Photos ha taggato due ragazzi di colore come “Gorilla” invece di riconoscerli semplicemente come ragazzi.

La vittima dell’errore di bigG è stato Jacky Alcine, che su Twitter ha commentato:


Google si è immediatamente scusata per l’inconveniente e ha fatto sapere di essere già al lavoro per migliorare il suo algoritmo e risolvere il problema.

“Siamo sconvolti e sinceramente dispiaciuti per l’accaduto”, ha dichiarato un portavoce della società. “C’è ancora chiaramente un sacco di lavoro da fare con l’etichettatura automatica delle immagini, e stiamo cercando di prevenire che questi tipi di errori si ripetano in futuro”.

A mali estremi, estremi rimedi. Google ha prontamente rimosso l’etichetta “Gorilla” dal sistema che quindi non potrà più essere visualizzata nei suggerimenti. Google inoltre starebbe lavorando al miglioramento del riconoscimento del colore della pelle e quindi ad una migliore attenzione nell’etichettatura delle persone in foto.

Probabilmente il sistema non ha riconosciuto i due ragazzi di colore perché l’algoritmo non ha memorizzato sufficienti immagini di gorilla, fanno sapere dai piani alti di Google. Un modo per risolvere il problema sarebbe dunque quello di caricare più immagini possibili e correggere ogniqualvolta l’etichetta sia sbagliata. Google dà quindi la possibilità agli utenti di migliorare il suo software, come già fatto con la funzione di ricerca vocale.