Google ha annunciato la disponibilità di ngx_pagespeed, un modulo dedicato a NGiNX per aumentare la velocità del caricamento delle pagine web. L’estensione rientra nel progetto Make the Web Faster che, finora, aveva considerato soprattutto Apache: NGiNX è un’alternativa molto utilizzata (ad esempio, da WordPress.com e Zynga). Mercoledì, il rilascio della versione 1.4.0 di NGiNX ha aggiunto il supporto a SPDY, il protocollo mantenuto da Google per integrare HTTP e HTTPS, già disponibile su Apache. È un ulteriore passo in avanti.

MaxCDN, che ha potuto provare ngx_pagespeed in anteprima, riporta una riduzione del caricamento delle pagine stimata in 1,57 sec.: la frequenza di rimbalzo è scesa tra l’1% e il 2,5%. Altri hosting provider, come GoDaddy, utilizzano con successo mod_pagespeed su Apache. Cosa prevedono questi moduli? Sostanzialmente, effettuano un’ottimizzazione automatica degli elementi dei siti web. Immagini, stili, ecc. sono compressi per garantire la maggiore efficienza. Una delle risorse predisposte da Google che hanno raccolto più consensi.

Il modulo è open source e ospitato su GitHub che, per erogare i propri servizi, sfrutta proprio NGiNX. Chi potrebbe usufruirne? In linea di massima, gli sviluppatori che hanno accesso a un server o i web designer che ricorrono a un hosting provider con NGiNX e ngx_pagespeed preinstallati. Altri possono comunque verificare l’efficienza delle pagine utilizzando un’estensione del browser, disponibile su Chrome e Firefox con Firebug. Insieme a WebP, il formato per le immagini scelto da Facebook, Page Speed è uno strumento completo.

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