La questione della privacy è assolutamente cruciale in questo periodo. Nessuno si sentirebbe di affidare i propri dati personali alla rete senza avere la certezza che saranno custoditi con scrupolo. Attenzione che sembra non abbia avuto Google. 

Il colosso di Mountain View, da tempo, ha lanciato sul mercato un sistema operativo ed un browser, oggi addirittura il più diffuso nel mondo, per essere competitivo con le altre aziende che si occupano di informatica e navigazione.

Adesso però, Google ha dovuto patteggiare con la Federal Trade Commission degli States, un risarcimento milionario per un uso improprio dei cookie. Cerchiamo di ripercorrere tutta la storia.

Nel 2009 circa Google aveva pubblicato una pagina del centro assistenza con la qualche raccoglieva informazioni sui cookie e quindi sulle abitudini di navigazione degli utenti che usavano Safari sui dispositivi mobili. Prima che Apple cambiasse la sua politica di gestione dei cookies, Google aveva provato la composizione amichevole.

Adesso i cookies pubblicitari non ci sono proprio più. Ma l’indagine, avviata nel 2011, aveva portato alla luce le anomalie descritte e in un anno d’inchieste “informatiche”, la Federal trade commission ha comunque pensato di punire Google.

L’ente regolatore del commercio americano ha chiesto a Google di pagare una multa di circa 22,5 milioni di dollari per aver “superato” le impostazioni della privacy impostate dagli utenti che usavano Safari su iPhone e iPad.