Chi ha vinto la sfida fra Google Now, Siri e Cortana? È una domanda che si pongono in molti e cui Stone Temple Consulting ha cercato di rispondere. Gli assistenti vocali sono parte integrante della nostra vita quotidiana, essendo disponibili su tutti i sistemi operativi – iOS, Android e Windows Phone – più diffusi: il risultato, legato ai parametri scelti dagli analisti, non lascia dubbi. Quello realizzato da Big G è il prodotto migliore e surclassa la soluzione di Apple, restituendo il doppio dei risultati su iPhone e Android.

Nell’indagine sono state provate 3.086 diverse query testate su iPhone 4S e iPhone 5 con Siri e Google Now – che è disponibile anche per iOS – e Lumia 635 per Cortana. I risultati sono schiaccianti: l’assistente di Big G risponde correttamente all’88% delle domande quello di Apple al 53% e Microsoft si ferma al 40%. Quanto al numero dei risultati, Mountain View doppia Cupertino col 58% contro il 29% della Mela e il 20% di Windows Phone. Dato che fa riflettere sull’efficienza delle diverse piattaforme e sul perché della vittoria.

Piaccia o meno gli assistenti vocali sono basati sui motori di ricerca: Big G ha dalla sua il Knowledge Graph che risponde alla maggioranza delle esigenze dei consumatori, Microsoft può contare su Bing che – nonostante l’immaturità di Cortana, rilasciato da poco – promette grandi miglioramenti per il futuro… ma Apple non può fare altro che appoggiarsi a uno dei due (e ha scelto Redmond). Ecco perché Siri non è e non potrà mai essere efficiente quanto Google Now! Un problema che la Mela sarà costretta ad affrontare, prima o poi.

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