Google si è impegnato molto per raffinare il suo sistema operativo mobile e tutta una serie di servizi erogati per chi dispone di uno smartphone, per esempio Google Now che in autunno dovrebbe sfidare e vincere con facilità la sfida con Siri.

Google Now, ufficialmente, è solo un’evoluzione più o meno convincente dei Google Voice Search. In realtà sarà distribuita con Android Jelly Bean e si sa già che farà un’ottima figura rispetto a Siri di Apple. Tutto dipende dal fatto che i database di Google sono molto più complessi di quelli della Mela Morsicata.

Google Now, ecco cos’ha di nuovo, riesce a sapere che risposta dare alle nostre domande, prima ancora che siano posti i quesiti. Il tutto perché mette insieme le briciole informative che noi lasciamo cadere nella rete quindi mette insieme quel che trova nei dati delle ricerche online e mobile, su Gmail, su Youtube, ma soprattutto su Drive, sul Calendario e su Google Plus.

Apple, questo è ovvio, non ha tutti questi dati a disposizione per sviluppare le sue applicazioni.

In termini di rispetto della privacy non è il massimo ma diversi esperti hanno dimostrato con facilità che nell’usare i servizi di Google si rinuncia in partenza a tutelare tutti i propri dati.