Se Moto X – che Lenovo porterà in Italia – è stato un FAIL, la colpa è di Larry Page che non voleva un grande Nexus prodotto da Motorola: il rischio di turbare dei partner di Android come Samsung ha convinto il CEO di Google a realizzare un dispositivo sottotono. Un errore imperdonabile che s’è rivelato fatale, tanto che l’azienda appena acquistata per $12.5 miliardi è stata venduta ai Cinesi. È stato un problema di sudditanza psicologica nei confronti di Apple o soltanto la paura d’avere successo? Forse, non lo scopriremo mai.

L’unica certezza è che X Phone sarebbe potuto essere uno smartphone eccezionale e invece così non è stato. Tutta l’operazione è stata gestita male, dalla produzione al marketing: la presentazione estiva – quando il consumatore medio è in ferie – e la scarsa pubblicità, la volontà di distribuirlo giusto negli Stati Uniti e il rifiuto di legarlo ai Nexus (anche se esiste una versione dedicata a Play Store) hanno determinato il fallimento di Moto X e la vendita di Motorola a Lenovo. Qualcosa è andato storto, ma ora sappiamo perché.

Page non voleva infastidire Samsung o destabilizzare i dipendenti di Google, ma – per non creare problemi – ha deluso tutti. Moto X non è mai stato il migliore fra gli smartphone con Android e la produzione trasferita a Lenovo potrebbe non creare un grande Nexus, come sarebbe dovuto essere quello di Google. Il prossimo Nexus 6 potrebbe arrivare in primavera o in autunno, però le remore del CEO potrebbero bloccare nuovamente la produzione di un device all’avanguardia. Spesso, ahimè, il successo spaventa molto più del fallimento.

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