Om Malik, creatore e autore di GigaOM, non ha preso molto bene l’uscita dell’applicazione che compete con Evernote su Android: secondo lui, Google Keep non andrebbe proprio installata. Alessio Biancalana l’ha subito identificata come il killer di Evernote, ma le motivazioni di Malik non sono ignorabili. Il giornalista newyorkese d’origini indiane è ancora scosso dalla repentina chiusura di Reader e crede che un servizio simile possa avere la stessa sorte, se non riuscisse a monetizzare. Personalmente, non riesco a dargli torto.

Passare da Evernote a Keep, per Malik, non avrebbe senso: se Google decidesse d’interrompere l’erogazione del servizio, come appena successo con Reader, gli utenti avrebbero più problemi che benefici. Per quanto mi riguarda, sono costretto a «rincarare la dose» perché Keep è disponibile giusto a partire da Android 4.0 (Ice Cream Sandwich) e io non potrei installarlo. La funzionalità è comunque accessibile da Drive, ma non è affatto paragonabile a Evernote. D’accordo prevenire la frammentazione, però è una scelta incomprensibile.

Keep non è disponibile su iOS o Windows Phone, non è abbastanza matura per competere alla pari con Evernote e gli stessi utenti di Android dovrebbero possedere un dispositivo recente. Sugli scaffali dei negozi, per inciso, tablet e smartphone con Gingerbread sono ancora presenti. Non condivido del tutto l’apprensione di Malik, anche se sono stato danneggiato dalla chiusura di Reader, perché Google non è solita chiudere i servizi più utilizzati. Non seguirei l’onda del dispiacere per criticare Keep. Dei problemi, però, esistono.