Scrivo parecchio, e non solo per lavoro: sui miei dispositivi Android e soprattutto sul mio Nexus 7, del cui nuovo modello ci ha parlato oggi Federico Moretti, ho sempre utilizzato Evernote per tenere i miei appunti e i miei scritti sincronizzati tra PC, tablet, smartphone e quant’altro. Nonostante io mi trovassi bene però, Google Keep all’inizio mi ha rapito: la sua semplicità d’uso e la sua immediatezza mi hanno fatto fare uno switch quasi immeditato, anche complice la maggiore integrazione con Android.

Ho però cominciato a notare la differenza da un po’: Google Keep manca delle opzioni di formattazione del testo, quindi abbiamo la possibilità di scrivere solamente testo piano. Non solo: non sono presenti i taccuini, di cui per ora ho fatto a meno assegnando ad ogni nota un colore ben preciso. In questo modo ho sicuramente apprezzato Google Keep, che però con una mole di note un po’ più grande ha cominciato a farmi smarrire, senza darmi la possibilità quantomeno di filtrare i miei scritti.

La spinta di tornare a Evernote tuttavia me l’ha data un altro fattore: l’app di Evernote si è aggiornata, e se prima era poco reattiva e male integrata, adesso l’interfaccia è pienamente compatibile con le specifiche Holo di Google, seppur reinterpretate nella (gradevolissima) maniera degli sviluppatori. Di fronte ad un’app così (finalmente) ben curata, ho preso la decisione di invertire la direzione che avevo preso. Mi ero sbagliato: ho troppo bisogno dei taccuini per tenere in ordine le mie cose, e finalmente  mi da la possibilità per farlo in maniera gradevole graficamente parlando.

E poi… ci sarebbe l’Evernote Smart Notebook, recensita da Federico. Di cui sono immensamente curioso.