Qualcosa che non mi aspettavo? Che Google cominciasse a competere con Evernote. L’altra cosa che non mi aspettavo è stata vedere Google Keep, il nuovo servizio di note di Google, essere reso disponibile in così poco tempo dopo gli spot iniziali e i vari leak in cui compariva questa nuova voce di Google Drive, di cui ci ha parlato Federico Moretti.

Questo servizio finalmente svelato al pubblico mette a disposizione diverse feature, e sinceramente anche un’applicazione per Android stupenda che mi auguro venga portata pari pari (HIG permettendo) su iOS: possiamo infatti modificare le note esistenti, visualizzarle e crearne di nuove, dando loro anche dei colori a mo’ di post-it, cosa che riprende il meccanismo di funzionamento delle label di GMail.

Oltre questo, per ogni nota che salveremo in Google Keep potremo uploadare un’immagine che verrà salvata in cima al nostro scritto e farà grossomodo da copertina a tutto quello che scriviamo. Le note saranno poi visibili una per una online sul sito ufficiale, o in una visualizzazione a griglia che ricorda un po’ Pocket. Nell’app, invece, avremo una grid view molto simile a quella di Pinterest, con un font graziato e corposo piacevole per gli occhi.

Oltre la semplice scrittura, è anche possibile creare delle todo list nelle singole note di Keep, che in questo modo diventa una versione molto più avanzata di quello che in origine era Google Tasks, del quale penso e spero che in qualche maniera finiscano per unificare le API. Che altro dire: complimenti Google. Dopo questa meravigliosa novità, mi aspetto anche che vengano uniti i protocolli di messaggistica in Babble, tanto ormai tutto è possibile.