Su Android, il codice di Keep – l’applicazione contrapposta a Evernote – “nasconderebbe” un futuro supporto a Drive e YouTube. Ho sempre esternato le mie perplessità sul servizio e, sebbene accolga favorevolmente la novità, comincio a credere che Google abbia un serio problema d’organizzazione: l’arrivo di Google+ doveva essere una grande opportunità per risolvere la frammentazione, termine col quale nella circostanza non alludo ad Android. Avete mai notato quanto sia confusionario l’utilizzo dei vari componenti di Google Apps?

Non fraintendetemi, utilizzo quotidianamente i servizi di Google e non penso che siano di scarsa qualità — altrimenti, adotterei qualcos’altro. Se prima utilizzavamo una community su Google+, per gestire la redazione, oggi siamo stati costretti a cambiare piattaforma: Groups, Calendar, ecc. non sono integrati come dovrebbero. Nonostante la registrazione “punti” agli stessi indirizzi di GMail, infatti, le notifiche non sono centralizzate ed è impossibile assegnare dei task o incorporare le note tra i contenuti del social network.

Essendo arrivato per ultimo, Keep è integrato peggio degli altri servizi. D’accordo associarlo ai documenti di Drive, ma Google dovrebbe risolvere tutte le altre idiosincrasie: Places for Business genera automaticamente una pagina su Google+, ma non permette ancora di gestirla e l’amministrazione degli aggiornamenti è poco intelligibile. Il taglio del 20% ha ridotto la creatività dei dipendenti, però l’iniziativa non è corrisposta alla maggiore omogeneità degli strumenti erogati. Secondo me, Google dovrebbe proprio migliorarla.