Nella seconda giornata del Google I/O 2017, Big G ha parlato della realtà virtuale e dell’evoluzione della sua piattaforma Daydream che sempre più consenso sta trovando tra gli utenti e i produttori. La realtà virtuale è un settore in forte crescita e Google vuole essere protagonista di questa rivoluzione.

Daydream 2.0

Durante il keynote, Google ha, dunque, annunciato Daydream 2.0, l’evoluzione della sua piattaforma per la realtà virtuale. Questo importante aggiornamento arriva giusto ad un anno dal lancio della piattaforma. Daydream 2.0 è stato pensato prevalentemente per funzionare anche all’interno di visori VR standalone, cioè che non dipendono dagli smartphone come, invece, accade per il visori Gear VR di Samsung. Inoltre, Daydream 2.0 si basa su Android O, il prossimo step evolutivo di Android. Tra le nuove funzionalità la possibilità di scattare screenshot, la possibilità di proiettare le immagini sulla TV attraverso Chromecast e la facoltà di poter visualizzare i filmati di YouTube in VR con altri utenti.

Non mancherà anche un browser Chrome ottimizzato per la piattaforma per poter navigare su internet attraverso il visore. I primi produttori che realizzeranno visori Daydream saranno HTC e Lenovo. Qualcomm sarà il partner tecnico. Indiscrezioni, infatti, affermano che questi visori saranno equipaggiati con il potente processore Snapdragon 835.

I visori, inoltre, disporranno di sensori e videocamere per tracciare la posizione dell’utente nello spazio. Una tecnologia che Google ha chiamato WordSense e che quindi non necessiterà di sensori esterni.

Novità per gli sviluppatori

Da Google I/O 2017 emergono anche alcune novità per gli sviluppatori. Google, punta, infatti, a ridurre il peso dei file APK delle applicazioni in modo che gli utenti posano scaricarle più agevolmente. La magia è molto semplice. Gli utenti andranno a scaricare solamente i file necessari per il proprio dispositivo.

Se un’app è disponibile sia per piattaforma ARM che x86, Google farà scaricare solo la parte con i dati per la piattaforma ARM se l’utente utilizza quella. Gli sviluppatori hanno notato, durante i test, una riduzione media del peso dell’applicazione del 20%.