Il keynote di apertura della Google I/O 2015 è stato ricco di novità. Sundar Pinchai ha presentato Android M e molti altri servizi che vanno ad arricchire l’offerta dell’azienda di Mountain View.

Con oltre 2 milioni di persone connesse in live streaming, il primo keynote della Google I/O ha registrato un elevato hype soprattutto per le novità che erano attese da tempo e di cui erano circolate indiscrezioni nelle scorse settimane.

I temi principali di cui Google ha parlato sono stati: Android M, Internet delle Cose, Machine Learning e tutti i futuri progetti Google X. Un keynote veramente lungo ed esaustivo in cui è stato possibile comprendere come Google stia guardando sempre di più al futuro e desideri realizzare un vero e proprio ecosistema a 360 gradi.

Android

Google I/O 2015

Palco Google I/O 2015

Il primo tema del keynote è stato Android, il famoso sistema operativo che si è evoluto in quest’ultimo anno entrando anche all’interno smartwatch come Android Wear. Allo stesso tempo, Android è debuttato nel settore automotive, con l’appoggio di oltre 35 aziende, tramite Android Auto. Una strategia interessante e che ha dato i propri frutti. Adesso, però, nel 2015, Google punta ad ottimizzare ulteriormente il proprio sistema operativo e si prepara a rilasciare Android M.

Google presenta Android M

Novità Android M

Novità in Android M

Rispetto alle versioni precedenti, Google cambia strategia con Android M. L’ultima versione del sistema operativo per smartphone e tablet non includerà una vasta gamma di novità visuali, bensì i miglioramenti saranno sotto la scocca. Gli ingegneri di Google, infatti, hanno “revisionato” Android da cima a fondo e risolto una buona parte dei bug. Attualmente in fase Developer Preview, Android M include una nuova gestione dei permessi per le applicazioni, funzionalità simile a quella presente in iOS. Grazie alla nuova gestione, l’utente darà i permessi ad ogni singola app ogni volta che viene utilizzato un determinato componente.

Tra i miglioramenti più evidenti troviamo il supporto alla porta USB Type-C e anche un’esperienza web diversa rispetto a Lollipop. In Android M, ogni volta che si aprirà un link da un’applicazione verrà aperta una pagina molto simile, con lo stile dell’app, che permetterà di mantenere tutto il flusso di navigazione senza dover uscire dall’applicazione.

Un’altra importante novità riguarda i link da dover aprire con app di terze parti. Infatti, Android non richederà più in quale app aprire un determinato link. Se lo sviluppatore inserirà il sistema di verifica, all’interno del codice, sarà possibile aprire il link ed essere inviato all’applicazione ufficiale, senza dover scegliere quale app.

Android Pay

Anche Google presenta la sua piattaforma di pagamenti. Si chiama Android Pay, utilizza NFC e Host Card Emulation (HCE) permettendo di semplificare i pagamenti tramite un semplice tap e senza nessun altro codice. La piattaforma realizzata da Google è completamente aperta e può essere attivata tramite le app Google o sia tramite applicazioni di terze parti, ad esempio quella della banche. Attualmente disponibile in 700 mila negozi negli Stati Uniti, Android Pay punta a competere direttamente con Apple Pay e sarà interessante quale delle due piattaforme riuscirà a conquistare il settore dei pagamenti.

Android M: gestione batteria

In Android M, Google ha integrato una nuova funzionalità denominata “Doze“, più intelligente nel gestire la batteria ed aumentare la durata di quest’ultima. Il nuovo sistema operativo utilizza anche il sensore di movimento e, di fatto, quando il terminale non si muove, “Doze” manda il terminale in uno stato di riposo per risparmiare la batteria. Ovviamente, gli allarmi e i messaggi delle chat vengono sempre ricevuti in tempo reale.

Tra le molteplici novità di Android M troviamo il sistema di selezione notevolmente migliorato e anche una rinnova funzionalità di copia e incolla. Anche il sistema di gestione del suono è stato semplificato e permette di mettere in modalità silenzioso il dispositivo, in modo semplice e immediato.

Ricordiamo, inoltre, che Android M è disponibile, a partire da oggi, su Nexus 5, 6, 9 e Player. Per il rilascio della versione finale, invece, Google non ha ancora comunicato alcuna data.

Android Wear

Sul fronte Android Wear, Google ha investito molto ad evolvere il sistema operativo ed introdurre nuove funzionalità.Una di quest’ultime è always on, che permette di mantenere sempre acceso lo schermo con la schermata in bianco e nero con qualsiasi applicazione. Inoltre, è possibile controllare lo smartwatch tramite gesture e, adesso, è possibile disegnare emoji su app come Facebook e condividerle.

Sul palco della Google I/O 2015 sono state annunciate nuove app tra cui Uber, Foursquare e City, mentre ad oggi si contano più di 4000 app create ad-hoc per il sistema operativo per smartwatch di Google.

Internet of Things

Hashtag Google I/O 2015

Internet delle Cose alla Google I/O 2015

Sul palco della Google I/O 2015 è stato presentato Project Brillo, il sistema operativo per l’Internet delle Cose che deriva da Android. Gli aspetti principali di questo sistema operativo riguardano l’elevato livello di sicurezza ma anche il fatto che sia estremamente leggero ed efficiente. Un’altra novità è Weave, il linguaggio universale che permette di far dialogare tutti i dispositivi legati all’Internet delle Cose. Brillo arriverà nel Q3 2015, mentre Weave durante il Q4. In questo modo, Google punta a mettere ordine nell’Internet delle Cose, dal momento che Weave permetterà di far dialogare dispositivi dotati di sistema operativo Brillo.

Machine Learning

Google ha lavorato a lungo nel cercare di ottimizzare le tecniche di Machine Learning. Grazie al lavoro svolto dagli ingegneri di Mountain View, oggi è possibile ottenere una miglior comprensione del linguaggio umano e non solo. Ad esempio, rispetto al 2013, in cui l’errore nel riconoscimento vocale era del 23%, siamo passati all’8%. Allo stesso tempo, sia per quanto riguarda l’organizzazione delle foto che l’app Inbox, Google utilizzera il Machine Learning per ottimizzare il riconoscimento del contesto e organizzare ogni singolo dettaglio per l’utente.

Anche Google Now è migliorato notevolmente in questi ultimi anni, a partire dalla possibilità di conoscere dove è stata parcheggiata l’auto. Adesso, Google Now è proattivo dal momento che in base al contesto riesce a offrire risposte o effettuare determinate azioni. Ad esempio, Google Now permette di vedere le stazioni di benzina sulla strada.

Now on Tap

Un’altra importante novità presentata è Now on Tap che riesce a comprendere realmente il contesto in cui l’app di terze parti è aperta. Ad esempio, ascoltando la musica su Spotify è possibile chiedere il vero nome di una cantante tramite la domanda “Qual’è il suo nome reale?” A questo punto, Google comprenderà il contesto e vi fornirà la risposta. In questo modo, il motore di ricerca Google viene inserito in qualsiasi singolo aspetto del sistema operativo.

Google Photos

Funzionalità Google Photos

Google Photos

Google Photos è la nuova applicazione che permetterà di gestire le immagini presenti sul dispositivo. Photos permette di organizzare le foto e rendere più semplice la loro condivisione. Allo stesso tempo, l’app permette di effettuare il backup automatico delle immagini. Per quanto riguarda l’organizzazione delle singole foto, Google utilizza il machine learning riconoscendo persone, posti e oggetti, il tutto in modo completamente automatico e senza utilizzare tag. Per quanto riguarda l’aspetto della condivisione, invece, adesso è possibile anche inviare tweet direttamente dall’app. E’ possibile creare album e collezioni di immagini. Inoltre, vi è presente un’altra funzionalità denominata “photos assistant” che permette di creare video animati con le immagini. Come già anticipato, Google Photos permette di selezionare più immagini semplicemente trascinando il dito sullo schermo. Infine, il backup delle foto e dei video in alta qualità è completamente gratuito e illimitato. La risoluzione massima accettata per le fotografie è pari a 16 megapixel, mentre per i video fino a 1080p.

Google Photos disponibile da oggi su Android, iOS e da web.

Android One

Google ha confermato di continuare nel progetto Android One. Con oltre 1.2 miliardi di smartphone che verranno venduti in 6 dei più grandi mercati emergenti, Android sarà il principale sistema operativo in dotazione ai terminali che verranno venduti. Ad oggi, il progetto Android One conta 10 produttori OEM ed i terminali sono disponibili in 7 nazioni. Un vero e proprio successo che dimostra come la strategia di Google sia ampiamente ripagata.

Connettività

La connettività e la velocità della connessione sono dei problemi importanti nelle nazioni emergenti e, proprio per questo motivo, Google sta ripensando i propri prodotti per farli funzionare meglio. L’azienda di Mountain View ha annunciato il debutto di pagine web ottimizzate, in modo tale da adattarsi in base alle esigenze. Ad esempio, se Android comprende che la connessione internet non è sufficientemente veloce, il sistema operativo si adatta automaticamente e offre pagine web con meno immagini.

Chrome, YouTube e Mappe Offline

Altra novità riguarda l’introduzione della modalità offline su Google Chrome. Anche su YouTube debutterà la modalità offline con la quale sarà possibile mantenere sul dispositivo un video offline fino a 48 ore. Per quanto riguarda Mappe, invece, Google sta cercando di ottimizzare il servizio e farlo funzionare al meglio in modalità offline, lasciando attive anche la funzionalità turn-by-turn. Una versione completa di Mappe offline arriverà durante quest’anno.

Sviluppatori

Sul fronte sviluppatori, alla Google I/O è stata resa dispnibile la versione 1.3 Preview di Android Studio con supporto per i linguaggi C e C++. Sul palco è stata presentata anche Polymer, una nuova app che permette di migliorare notevolmente le app web, rendendole più simili ad app native. Google ha, inoltre, annunciato Cloud Test Lab, una piattaforma online che permette di automatizzare il testing delle applicazioni e che è stata completamente ripensata. Tra le tante novità presentate sul palco, Google permetterà agli sviluppatori di realizzare la propria homepage su Google Play Store e, adesso, integra AdMob e Google Analytics, strumenti utili per tutti i developer interessati alle performance delle proprie app.

Per quanto riguarda Google Play, a Mountain View hanno pensato di creare uno spazio dedicato alle famiglie e ai più piccoli, all’interno del quale vi sono presenti app selezionate e filtrate in base all’età.

Google Cardboard

Google Cardboard

Il progetto Google Cardboard continua ad andare avanti con l’obiettivo di creare un’esperienza utente ancor più immersiva. Ad oggi esistono centinaia di applicazioni compatibili con Cardboard e oltre 1 milione di persone che hanno provato la realtà virtuale dell’azienda di Mountain View.

Durante la Google I/O è stato presentato un nuovo Google Cardboard per gli smartphone di dimensioni massime pari a 6 pollici. Inoltre, l’SDK per Cardboard supporta anche il sistema operativo iOS.

Jump per la realtà virtuale

Google Jump

Array Google Jump

Un altro progetto di Google è Jump, un array custom per registrare video destinati alla realtà virtuale (VR). Jump consiste in 16 videocamere inserite in un array circolare e tramite l’app Jump Assembler è possibile trasformare i 16 frammenti di video in un video stereoscopico. I video 3D assemblati offrono una super risoluzione che è equivalente a 5 televisori 4K. Infine, Jump arriverà anche su YouTube nelle prossime settimane.

Progetti Google X

Project Loon di Google

L’ultimo argomento del primo keynote della Google I/O 2015 ha riguardato i progetti di Google X. Project Loon rivoluzionerà il modo di navigare su internet tramite “mongolfiere” in grado di rimanere per aria più di 100 giorni e che permettono di coprire un’area delle dimensioni del Rhode Island. Attualmente, Google sta testando Loon in Nuova Zelanda.

Infine, per quanto riguarda il progetto di Google Car, Sundar Pichai ha comunicato che le auto Lexus hanno percorso oltre un milione di miglia in modo senza guidatore e che le nuove auto arriveranno a breve anche a Mountain View.

Così si è concluso il primo keynote della Google I/O 2015 che ha dimostrato, ancora una volta, come l’azienda di Mountain View abbia lavorato a lungo su molteplici fronti per offrire un’ecosistema completo.