Google è uno degli ambienti di lavoro migliori del mondo. Lo dicono tutte le ricerche del settore. Sarà per questo che Mountain View è diventato anche un laboratorio costante. Singhal, per esempio, in questi giorni è tornato sul tema dell’intelligenza artificiale. 

Il computer pensante, secondo Google, non deve essere più un concetto legato alla fantascienza, ma un’evoluzione possibile degli strumenti informatici attualmente utilizzati. Cerchiamo di capire un po’ meglio il concetto.

A parlare è Amit Singhal, l’ingegnere informatico che ha inventato (insieme ad altri colleghi), l’algoritmo di Google. Singhal parla della sua adolescenza, trascorsa in India, guardando Star Trek, e con il sogno di costruire un giorno, un computer pensante, che fosse in grado di rispondere ad ogni domanda.

L’intelligenza artificiale è sempre stato un suo pallino anche se poi si è dedicato a Google. Nei laboratori di Mountain View, però, c’è spazio anche per i sogni ed ora l’intelligenza artificiale si configura come la nuova frontiera della sperimentazione.

In poche parole, anche per i profani del linguaggio tecnico informatico, Singhal sta lavorando all’emancipazione del computer da stringhe e parole. Un computer quindi che non ragioni più solo con lettere e numeri ma che apprenda le cose, che sia un ponte tra l’informazione e la conoscenza.