Uno dei trend che vanno di più fra le startup di mezzo mondo è mettere le persone in grado di aiutarsi l’un l’altra guadagnando qualche euro dalle proprie capacità, e ovviamente lucrandoci sopra. È così per esempio che sono nati progetti come Coursera o Udemy. Ora si è svegliato il gigante e ha avuto un’idea geniale. Big G infatti offrirà a breve, tramite la tecnologia sviluppata con la nuova app di Hangouts, un sistema di aiuto reciproco che ti permette di offrire consulenze a chi ha bisogno ed essere remunerato (via Google Wallet).

Il progetto si chiama Helpouts ed è al momento ancora in fase pre-lancio. Per ora si possono iscrivere solo quelli che vogliono offrire i propri servigi, chiedendo un invito. A breve, quando il servizio aprirà a tutti, saranno così presenti una serie di esperti in grado di aiutare fin da subito tutte quelle persone che oggi approdano su Yahoo! Answers passando per Google Search. Praticamente, con Helpouts si potrà aiutare chiunque nel momento del bisogno, per esempio spiegando come cambiare la ruota di una bicicletta, oppure offrire ripetizioni on line su tema specifico piuttosto che fare l’insegnante di fitness personale direttamente da casa propria. Più semplicemente, insegnare quello che sappiamo a chi non lo sa quando questi ne ha bisogno.

Si tratta di un’operazione molto interessante sotto due punti di vista:

  • in un momento di crisi, ci sono molte persone esperte di una determinata cosa che hanno perso il posto di lavoro, ma non le loro capacità, e che tramite Helpouts potranno continuare a vendere ciò che sanno;
  • Google andrà verosimilmente a scalzare un pericoloso rivale dal proprio motore di ricerca.

Ecco i campi in cui ci si potrà cimentare con il live help, che rappresentare la vera novità proposta da Google:

  • Casa e giardinaggio;
  • Computer ed elettronica;
  • Salute e consulenza;
  • Alimentazione e Fitness;
  • Moda e bellezza;
  • Arte e musica;
  • Cucina;
  • Educazione.

Cosa mi aspetto ora? Be’, è pure fin troppo semplice indovinarlo: non credo proprio che Marissa Mayer se ne stia con le mani in mano.