Sono bastati pochi giorni, dalla disponibilità preliminare, perché i Glass fossero manomessi: Jay Freeman AKA “saurik” è riuscito a effettuare il rooting degli occhiali, utilizzando un exploit di Android 4.0.4. Il device, infatti, non installa l’ultima versione del sistema operativo. Sono proposti con Ice Cream Sandwich, lo stesso rilascio che costituisce il requisito minimo per farli interagire con tablet e smartphone. Il metodo di Freeman risale addirittura allo scorso anno, diffuso da un hacker conosciuto ai più come B1nary.

Perché effettuare il rooting di Glass? Alessio Biancalana l’ha spiegato dettagliatamente, parlando d’altri dispositivi con Android. Significa entrare davvero in possesso del proprio device, accedendo a tutti i privilegi d’amministrazione: volendo, potreste installare una Read-Only Memory (ROM) diversa dall’originale con un differente sistema operativo. Ubuntu o Firefox OS, ad esempio. Ottenere un paio di occhiali non è semplice… ed è presumibile che Google aggiorni il firmware per eliminare la vulnerabilità sfruttata da Freeman.

Un aspetto interessante del rooting, quanto a Glass, riguarda la possibilità di bypassare le imposizioni sulla proprietà: non potete prestare o vendere gli occhiali, come sottolineava Silvio Gulizia, finché l’azienda li controlla da remoto. Sostituendo la ROM originale e accedendo all’amministrazione del device, potreste impedire ai censori di conoscere l’iter del dispositivo ed evitare dei problemi legali. Motivo in più per cui credo che Google adotterà al più presto una soluzione definitiva per impedire il rooting ai clienti.