Per mesi ci siamo esaltati pensando a cosa si potrebbe fare con i Google Glass. Ora c’è già chi si chiede se non saranno un flop come i Segway. Gli occhiali cibernetici di Google rischiano di essere un prodotto per geek usato al massimo nei musei.

L’altro giorno Business Insider ha fatto il punto della situazione, mettendo in fila tutti gli aspetti negativi dei Glass emersi in questi primi mesi di beta testing:

  • la batteria dura pochissimo;
  • ti disorientano, impedendoti di mettere a fuoco le persone con cui parli e così ti viene mal di testa;
  • è difficile vedere lo schermo se c’è tanta luce;
  • mancano le impostazioni di tutto, dal volume al wi-fi;
  • i controlli vocali a volte si attivano anche se a parlare è il tuo vicino e questo non usa il comando di attivazione “OK Glass”;
  • non puoi metterli e toglierli facilmente come se fossero un paio di occhiali;
  • editare quello che hai scritto è piuttosto difficile;
  • le foto sono di scarsa qualità;
  • hai comunque ancora bisogno di portare lo smartphone con te perché non hanno una connessione interna.

Benché parecchie di questi problemi possano essere risolti, alcuni punti restano difficili da superare. In particolare, pare difficile pensare che i Glass siano meno anti-sociali dello smartphone, visto che per leggere i messaggi devi dirigere gli occhi in alto in un angolo e il tuo interlocutore non può che accorgersi che stai guardando altrove.

Qualcuno si è stupito che Google abbia annunciato così presto una tecnologia che sarà disponibile solo a partire dal prossimo anno. A quanto pare invece su questo tipo di prodotto c’è davvero parecchio lavoro da fare e un ampio periodo di beta testing sembra proprio necessario. Altrimenti i Glass rischiano di essere un flop anziché una rivoluzione nel personal computing.