Il futuro è adesso. Probabilmente è una delle frasi che sento di più, da quando sono usciti i Google Glass e alcune persone che conosco (direttamente o indirettamente) li hanno provati. A quanto pare avere un computer (una sorta di, almeno) a portata di retina è un’esperienza indescrivibile, così come avere un onnipresente assistente personale che può fare al posto tuo quello che tu prima facevi tramite lo smartphone, come ad esempio scattare una foto di quello che vedi. C’è una novità per Google Glass: la face recognition API promessa da Lambda Labs ormai troppo tempo fa sta per arrivare.

Lambda Labs quindi fornirà questo nuovo appiglio agli sviluppatori di applicazioni per Google Glass: una API che attraverso delle chiamate specifiche (ovviamente con tanto di calcolo remoto) offrirà il riconoscimento facciale e anche il riconoscimento di oggetti nelle foto che scattiamo con gli occhiali di Google. Non male.

Ma si può fare? Nonostante i PR di Google abbiano espressamente detto che nel Play Store non saranno permesse applicazioni che fanno riconoscimento facciale; dall’altra parte, la licenza dei Google Glass non vieta espressamente la cosa, e il riconoscimento di Lambda Labs si basa su un meccanismo asincrono dove la foto (e solo una foto) viene caricata sui server in cloud e l’appliance provvede a taggare eventuali volti.

Insomma, tra eccitazioni dell’ultim’ora e problemi di privacy, manca ancora molto per arrivare ad un livello simile a quello di Terminator. Tuttavia… qualcosa mi dice che ci arriveremo presto, a prescindere dal successo dei Glass, che secondo Silvio Gulizia saranno un flop. Voi che ne dite?

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