Un gruppo di grandi aziende statunitensi che operano nell’informatica ha redatto un documento per chiedere l’invalidazione dei brevetti sulle idee astratte. In termini più semplici, le multinazionali vorrebbero impedire la registrazione delle cd. software patent negli Stati Uniti: Dell, Facebook, Google, Red Hat, Zynga e altre società di rilievo hanno siglato una petizione spiegando perché lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) dovrebbe riconsiderare la propria posizione circa la brevettabilità delle applicazioni.

Brevettare le interfacce-utente, gli elementi grafici o altri componenti simili costituirebbe un ostacolo all’innovazione: il documento non la cita esplicitamente, ma il riferimento alla politica di Apple è palese. Già con Steve Jobs erano stati registrati numerosi brevetti su Mac OS X e iOS che hanno portato ad altrettante cause in tribunale. La petizione guidata da Facebook e Google arriva proprio nel momento in cui l’USPTO ha avviato le pratiche per invalidare i brevetti sul multi-touch di iOS. Non può essere una coincidenza.

I brevetti sulle idee astratte sarebbero una piaga del settore hi-tech ed è necessaria una riforma radicale del sistema. Difficile contestare le argomentazioni degli Amici Curiae, come si definiscono i firmatari, ma qual è il fine ultimo d’una tale mobilitazione? Google è certamente interessata a tutelare la posizione di Samsung e quasi tutte le altre società sono in qualche modo legate a Microsoft, estranea alla petizione. L’affermazione di questi principi filantropici parrebbe una manovra per proteggere i propri investimenti.

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