Google ha dovuto modificare di recente le sue impostazioni sulla privacy: prima ogni servizio del colosso di Mountain View rispettava regole diverse, adesso BigG è approdata all’unificazione. E per il nuovo servizio Google Drive come funziona?

La privacy, la sua tutela e il rispetto da parte dei gestori dei servizi in rete, è un tema molto sentito da chi per lavoro, per svago o per abitudine trascorre molte ore online. Per questo è interessante sapere come funziona la questione della privacy sul servizio Google Drive.

Drive si occupa del cloud storage di Google ma BigG, come fanno anche molte altre realtà di questo tipo, vedi DropBox, spiega che i file caricati sulla nuvola di Mountain View, pur restando di proprietà degli utenti che li caricano, possono essere usati anche da Google.

Quindi occorre tenere in considerazione alcune piccole indicazioni. La prima è proprio quella relativa alla paternità dei file caricati sulla nuvola e all’uso che di questi può fare Google.

Se siete “allarmati” da quanto detto finora, sappiate che la concorrenza non è certamente migliore, visto che Dropbox, iCloud oppure SkyDrive (nella foto), hanno clausole simili a quelle di Google.

Infine tenete a mente sia che i server di cloud hosting non sono inattaccabili sia che potete essere in un certo senso “risucchiati” da Google.