Non capita spesso, anzi non capita quasi mai, ma quando capita fa notizia. Ieri sera Google ha avuto un momento di down generale che ha sconvolto il pianeta. Dapprima Gmail, con la gente che non riusciva ad accedere alla propria email. E di conseguenza a contatti e calendario. Poi Google+, mentre la gente si riversava su Twitter e Facebook per celebrare il down di Gmail in preda al panico. Di conseguenza su Youtube non si vedevano più i commenti. Nessuno si è lamentato che non si vedevano le recensioni sul Google Play, ma se tanto mi dà tanto… Insomma, blackout totale. E non di 5 minuti come ad agosto.

Il blocco dei servizi si è protetto per circa 25 minuti e ha coinvolto un utente su dieci. In teoria quindi potreste anche non esservene accorti. L’odissea non è finita lì: per molti infatti il problema si è ripresentato subito dopo e si è protratto per altri 20 abbondanti minuti per un totale di 50 minuti di down. Che è successo?

Il blog di Google l’ha spiegato senza troppo entrare nei particolari. Un bug non meglio definito sostanzialmente bloccava curiosamente i server di Google, che per usare una metafora erano come in sciopero: non davano seguito alle richieste degli utenti, respinti con un messaggio di errore di codice. Nessun attacco, nessun problema: un bug nel sistema di configurazione risolto nel giro di un po’ meno di un’ora. All’incirca un’eternità, ma questa è una quisquilia.

Ci si può ancora fidare di Google? Chi usa le Google Apps si sarà posto la questione. Sinceramente, se non posso fidarsi di Google non posso fidarmi di nessuno. Quindi tanto vale.