La faccenda del diritto all’oblio a Google non piace proprio per nulla. Secondo quanto riportato dal Guardian infatti il motore di ricerca potrebbe introdurre una voce per indicare che alcuni risultati di ricerca sono stati censurati dall’Unione Europea.

La cosa fa un po’ ridere, specie perché avvicina l’Europa alla Cina, dove già Google aveva adottato questa accortezza. Di che si tratta? È presto detto: grazie alla nuova funzione ribattezzata diritto all’oblio è ora infatti possibile chiedere a Google di non mostrare un risultato nelle ricerche. A cosa si può chiedere e cosa no abbiamo dedicato una breve guida.

Se Google è stata abbastanza veloce a rispondere alla sentenza della Corte Europea, ancora più veloci sono stati gli utenti a chiedere la rimozione di dati personali: sono infatti già 41 mila le richieste pervenute a Google.

Praticamente quando qualcuno cercherà su Google il vostro nome, se avrete chiesto la rimozione di qualche pagina il motore di ricerca mostrerà una flag come quella che attualmente appare quando nei risultati della query dovrebbero essere presenti link a siti che consentono di scaricare materiale protetto da diritto d’autore. In un certo senso, chi dovesse ricorrere a questa pratica mostrerà di avere qualcosa da nascondere. Vale davvero la pena farlo?

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