Sarà l’anno di Google+. Io ve lo dico fin da ora. Lo sarà un po’ grazie anche a Facebook, ma molto perché Larry Page ha deciso di non lasciarci scampo. Da quando Zuckerberg ha rimescolato le carte con la questione del reach dele pagine di Facebook, con conseguente crollo della visibilità dei post dei brand, in tanti hanno iniziato a guardarsi intorno e a porsi la domanda: Ha ancora senso continuare a puntare su Facebook? La risposta è stata da parte di alcuni una non-risposta: non c’è motivo di smettere, anche se i risultati non sono più quelli di prima. Altri hanno invece provato a dire, timidamente, andiamo su Google+. Io credo che seguirò questa strada. Specie dopo aver visto come Facebook ha trattato gli inserzionisti che avevano deciso di investire sul social network per San Valentino.

Già, ma su Google+ non c’è nessuno e su Facebook ci sono tutti è la risposta che di solito si sente in giro. Nulla di più falso. Su Google+ ci siamo, volenti o nolenti, tutti. Per svariati motivi:

  • perché usiamo Gmail, YouTube, Google Play, Android, Picasa/Google Photo;
  • perché quando dobbiamo comprare qualcosa andiamo la googliamo;
  • perché facciamo ricerche tutti i giorni su Google e senza accorgercene piano piano useremo Google Search Plus Your World che nel frattempo ha fatto capolino in Italia;
  • perché Google tiene in considerazione le condivisioni sui social network e il peso dei +1, anche se nessuno ve lo dirà mai, vale probabilmente più di quello di like e RT;
  • perché le keyword usate su Google+ contribuiscono a indicizzare i post scritti su Google+, mentre i post di Facebook in Google non li trovate;
  • perché Google+ ti permette di creare una cerchia di persone a cui inviare via mail un post ogni volta che lo pubblichi. Praticamente ti fai la newsletter personale;
  • perché su Google+ puoi fare gli Hangout, vale a dire creare la TV del tuo brand o del tuo blog.

Vi serve altro? Date una letta al post che ho scritto sulle shared circles: chi si è inserito in questo giro è già molto avanti!

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Photo Credit: clasesdeperiodismo via Compfight cc