Le indiscrezioni sul futuro di Songza erano corrette: Google ha acquistato la startup di Aza Raskin – designer di Mozilla – per una cifra non specificata. I rumor parlano d’oltre $39 milioni, investiti dall’azienda di Mountain View per migliorare l’offerta di Play Music. La app, già disponibile su iPhone e Android, non subirà delle modifiche nel breve periodo… ma è ipotizzabile che, alla lunga, sarà ritirata da App Store e Play Store com’è appena successo con Orkut (un social network particolarmente diffuso in America del Sud).

Parlando dell’applicazione, inaccessibile al di fuori degli Stati Uniti, abbiamo sottolineato come sia diversa dagli altri servizi di streaming musicale gratuiti o a pagamento. Songza non permette all’utente di scegliere i singoli brani da ascoltare, perché li esegue con playlist dedicate ai momenti della giornata o agli stati d’animo. Una sorta di motore decisionale che aiuterà Google a promuovere questo o quell’artista — magari, basandosi sull’investimento pubblicitario delle etichette discografiche. Era un affare imperdibile.

È interessante notare come il layout di Songza sembri ispirare il Material Design di Android L: non è un caso che Raskin sia un designer, prima d’essere un imprenditore, ed è la “pulizia” della app ad avere attratto gli utenti statunitensi. Non possiamo escludere che fra le intenzioni di Google sia presente la volontà di sottrarre un professionista alla concorrenza – che, al momento, lavora con Jawbone sul wearable. Non abbiamo ulteriori dettagli sull’accordo, quindi le ipotesi sul suo ruolo sono soltanto delle mie impressioni.

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