Della Google Authorship avevamo parlato tempo fa, cercando di sottolineare come fosse indispensabile per creatori e aziende. Oggi ci voglio tornare perché la questione sta tornando a galla con prepotenza. Perché il mondo del marketing si sta muovendo su Googl+ con operazioni come le shared circle. Dunque, Google+ funziona? Sì, no, forse, stante il taglio del reach di Facebook, tanto vale approfondire la questione no? Soprattutto, Google+ conterà più di Facebook.

Come muoversi dunque su G+? Ecco alcune cose da cui partire:

  1. Creare il proprio profilo fatto per benino con foto, bio, etc, le solite cose.
  2. Creare e connettere il proprio canale Youtube. Un video al mese potete farlo, no?
  3. Iniziate a scrivere in inglese. È una lingua internazionale e c’è gente su Google+ che si traduce i post in lingue diverse e li legge lo stesso. Magari calcate sul Made in Italy.
  4. Usate gli hashtag, così aiuterete Google a indicizzare i vostri post. Perché sì, Google indicizza i vostri post.
  5. Aggiungete il rel=“author” ai vostri post e chiedete a chi gestisce i siti su cui scrivete di farlo.
  6. Collegate i vostri siti al vostro profilo e allo stesso modo collegate i blog o i siti in cui siete o siete stati autori.
  7. Usate Google+ come se fosse un blog. Non postate il link al vostro blog, ma copiate e incollate tutto l’attacco del post. E aggiungete in fondo segue sul blog…
  8. Non avete un blog? Scrivete su Google+. Anche cose di lavoro, how to, tips and tricks, usatelo per annotare cose interessanti.

Ok, queste sono le basi, ma sono sufficienti? Nì. Diciamo che sarebbe già molto più di quello che fanno gli altri. Perché farlo? Vi invito a leggere una discussione che si è svolta nelle ultime settimane su Quora sull‘impatto dell’author rank su Google+. Il concetto generale è che la gente usa Google per trovare risultati di qualità e Google ha bisogno di trovare sempre il modo migliore per offrire questi risultati, perché poi è a partire da questi che si vende la pubblicità. Il tuo profilo pubblico su Google+ si estende alla tua attività su YouTube e all’interno del Play Store, alle review alle mappe e via dicendo. Con l’author rank Google cerca di capire quello che vali, ti riconosce e nel momento in cui indicizza o indicizzerà (perché ancora la cosa non è ufficiale) le cose che sono a te collegate in Internet il peso della tua autorevolezza si farà sempre più sentire.

Per la precisione, ha iniziato a farsi sentire da metà dicembre, come confermato da Matt Cutts a Searchengineland. Praticamente, se con la Google Autorship potete posizionare il vostro contenuto all’interno di una ricerca e scalare la classifica dei risultati mostrati da Google Search, con il vostro ranking personale aggiungete un valore a quello che avete scritto, aiutandolo a posizionarsi sopra agli altri.

Non avete ancora capito? Esempio pratico: per posizionare meglio una pagina su Google Search è semplicemente sufficiente cambiarne l’autore.

Ora corro a fare anche io qualche piccola modifica.

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