Ieri, insieme al nuovo Nexus 7 e ad Android 4.3, Google ha presentato Chromecast: una “chiavetta” da connettere al televisore via HDMI per riprodurre i contenuti multimediali acquistati sul Play Store, recuperati da YouTube o in streaming su Netflix – che, però, in Italia non è accessibile. Bastano $35 e un qualunque device connesso a internet per ottenere una specie di Smart TV, aspetto che decisamente non è gradito ai broadcaster. Una soluzione che potrebbe avere più successo di quello ottenuto da Google TV negli Stati Uniti.

Chromecast è uno dei tre dispositivi che Google dovrebbe presentare nel corso delle settimane: in un certo senso, è il logico successore del Nexus Q. La “sfera” di I/O 2012 non piaceva a nessuno e aveva un prezzo sostenuto, mentre la nuova “chiavetta” da $35 – che installa una versione dedicata di Chrome OS – ha delle caratteristiche più interessanti ed è concepita per accrescere l’utilizzo di YouTube. Non avrei mai acquistato un Nexus Q, ma attendo con ansia che Chromecast sia disponibile. Ovviamente, in Italia ancora non lo è.

YouTube ha avviato in maggio i canali a pagamento che sono raggiungibili dagli Stati Uniti e proposti in lingua inglese o spagnola: Chromecast è il passaggio successivo. Un piccolo device che permette a Google d’“invadere” il mercato televisivo, senza costringere l’utente a pagare uno sproposito. In un Paese come il nostro, dove le emittenti competitive sono relativamente poche, Chromecast potrebbe convincere i broadcaster a investire sul web. È già previsto per la distribuzione in Europa e spero arrivi al più presto in Italia.