È in crescita il mercato dei Chromebook – i portatili di Google con Chrome OS – che nel 2014 raggiungeranno i 5,2 milioni d’unità: nel 2013 ne sono stati venduti 2,9 e saranno 14,4 nel 2017. La ricerca è stata pubblicata da Gartner, che ha pure analizzato la suddivisione per produttore dei laptop di Big G. Samsung detiene la quota maggiore al 64.9%, seguita da Acer al 21.4%, mentre HP si ferma al 6.8% e Lenovo al 6.7%. Chiude la classifica Dell, che ha appena introdotto il proprio modello, con uno 0,3% sul totale delle vendite.

Non sono cifre da capogiro, ma attestano un successo sul quale pochi sarebbero stati disposti a scommettere: i Chromebook piacciono perché costano poco e attraggono la maggioranza degli utenti del web, che col computer vogliono giusto navigare in internet e leggere la posta elettronica. Non è ancora possibile sfruttare Chrome OS per molte altre attività eccetto i servizi di Google che di recente ha aperto Classroom [vedi gallery] ai docenti per trasformare i portatili nei quaderni del futuro e gestire il rapporto con gli alunni.

Se le vendite dei computer sono state messe in discussione dalla popolarità di tablet e smartphone, i Chromebook acquisiranno una maggiore importanza con l’introduzione della compatibilità con le app di Android L e il Material Design: i produttori come Acer hanno scelto NVIDIA, che ieri ha presentato “Denver”, per dare più potenza al proprio laptop con Tegra K1 a 32-bit. Un modello che dovrebbe arrivare anche in Italia, giusto in tempo per l’apertura delle scuole. Riuscirà Chrome OS a convincere proprio tutti? Staremo a vedere.

Photo Credit: John Karakatsanis via Photopin (CC)