Finalmente, Google ha annunciato la disponibilità delle applicazioni web realizzate per Chrome – e, di conseguenza, Chrome OS – su iOS e Android: gli sviluppatori possono pubblicarle su iTunes e Play Store affidandosi ad Apache Cordova, la versione open source di PhoneGap che è un framework acquisito e mantenuto da Adobe. Ieri, peraltro, anche Amazon ha iniziato ad accettare i pagamenti per le web app su App-Shop e a selezionarle come applicazione gratuita del giorno. Sono coincidenze che fanno riflettere sul futuro del mobile.

Proprio in questi giorni sono intervenuto su Facebook a discutere con gli Indigeni Digitali di quale fosse la piattaforma sulla quale puntare, avviando un business sulle app: sono sempre più convinto che le applicazioni web costituiscano il futuro, nonostante alcuni pensino che non raggiungano la stessa qualità di quelle “native”. Non lo contesto a priori, ma penso che esistano tutti gli strumenti affinché tu possa creare una app di successo. D’altronde, c’è un perché se il Chrome Web Store è diventato obbligatorio — su Windows.

Aveva ragione Emil Protalinski che già in dicembre ipotizzava l’arrivo delle web app entro il gennaio del 2014: non saranno pubblicate sul Chrome Web Store come quelle per il desktop di Windows, Mac OS X o Linux e Chrome OS, bensì su Play Store. Un salto di qualità che aumenta la visibilità delle applicazioni – specie pensando all’invio simultaneo su iTunes, dove hai più possibilità di guadagnare – e le allinea a quelle “native”. Le differenze sono nella tipologia, perché non sempre una web app può essere la soluzione migliore.

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