Chrome [vedi gallery] è un “assassino” di computer portatili, se installano Windows 8 od 8.1: Ian Morris ha spiegato su Forbes che il browser fa un utilizzo eccessivo del system clock tick rate integrato al sistema operativo, provocando un consumo della batteria fino al 25% superiore. Il risultato è una sensibile riduzione dell’autonomia dei laptop, mentre Internet Explorer non altera il valore normale del tick rate — e perciò non incide così significativamente sulla durata. È un problema che Big G sarà costretta ad affrontare.

Tecnicamente – quando non sono attive delle applicazioni più pesanti, come videogiochi o riproduttori multimediali – il tick rate dovrebbe restare attorno ai 15.625ms: Chrome lo riduce a 1.000ms, a prescindere dalla finestra aperta, incrementando la frequenza d’esecuzione dei comandi da parte del processore del computer. Internet Explorer arriva a tanto, se è chiamato a riprodurre dei filmati, mentre il browser di Google raggiunge quella soglia d’utilizzo anche con una scheda vuota. Perché esiste una simile differenza fra i due?

Il problema potrebbe essere determinato da diversi fattori. Il primo riguarda indubbiamente la gestione dei processi di Chrome, diversa da quella di Internet Explorer, che prevede il caricamento preventivo d’alcuni servizi: a ciò s’aggiunge Google Now, introdotto anche su Windows, che resta in attesa di ricevere comandi vocali. Se Microsoft facesse altrettanto con Cortana, è probabile che i computer portatili ne soffrirebbero! A questo punto è giusto chiedersi se queste tecnologie importate dagli smartphone siano davvero utili.

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