Google annuncia la disponibilità immediata di Chrome a 64-bit per Windows, nelle versioni Canary e Dev: la promessa è quella d’elevare le performance del browser, aumentandone la velocità del 25%. La maggioranza degli utenti di Windows 7 od 8 utilizza una versione a 64-bit e, di conseguenza, Google ha voluto aggiornare il proprio browser per sfruttare tutte le potenzialità del sistema operativo. A questo proposito, Windows 8 prevede un’infrastruttura per la sicurezza che soltanto le nuove varianti a 64-bit di Chrome supportano.

Il terzo punto a favore di Chrome a 64-bit è la stabilità, ma – ironia della sorte – la versione stabile del browser non è ancora disponibile: Google prevede di rilasciarla in seguito. Curioso che, mentre gli sviluppatori di Chrome lavoravano a questa variante, quelli di Mozilla abbiano interrotto lo sviluppo di Firefox per l’architettura a 64-bit di Windows che poco dopo gli utenti hanno chiesto di riprendere. La domanda è perché Google abbia impiegato tanto a realizzarla, secondo me. Windows a 64-bit è diffuso da diversi anni.

La prima versione a 64-bit del sistema operativo, infatti, risale al 2002 quand’è stata rilasciata una particolare variante di Windows XP. Chrome è stato lanciato nel 2008, quindi sono passati sei anni: non esistono scuse. Tanto più che gli utenti non s’accorgono neppure della differenza fra le architetture e per indirizzarli alla versione corretta bastano gli strumenti d’aggiornamento già previsti da Google col canale stabile del browser. Bisogna ammettere che Microsoft distribuisce Internet Explorer a 64-bit da diverso tempo.

photo credit: isaacbowen via photopin cc