Google deve il proprio successo come servizio alla capacità di indicizzare il web e restituire risultati alle query di ricerca a partire dai collegamenti fra i siti. I cosiddetti link. Questo tipo di rivoluzione è stata introdotta nel lontano 1999. Oggi Mountain View è pronta a una seconda rivoluzione: cancellare i link.

Nella nuova versione di Google Canary, una specie di via di mezzo fra la beta di Chrome e la versione ufficiale, nelle scorse settimane è comparsa un’opzione, inizialmente attivata di default e poi resa semplicemente attivabile (dovete scrivere chrome://flags/#origin-chip-in-omnibox nella barra degli indirizzi e poi scegliere enable), che consente di non mostrare l’url della pagina che si sta visitando. Invece, nella barra degli indirizzi viene messo il titolo del sito e lo spazio per compiere ricerche su Google o inserire un nuovo sito da visitare (vedi screenshot).

Questa cosa ha fatto recentemente discutere e non poco in America. John Gruber ha sottolineato che il web è sempre stato un po’ un concetto nebuloso, ma al suo centro c’è sempre stata l’idea che ogni cosa può essere linkata. Non che Google rimuova questo concetto, ma nascondendolo è un po’ come se lo stesse facendo. Boris Smus ha invece messo in evidenza come il concetto chiave sia che se di un contenuto non è mostrato l’url questo diventa decisamente più complicato da linkare.

Allen Pike ha sottolineato come questa cosa, a livello di usabilità, abbia davvero poco senso. E forse per questo Google stessa l’ha già spostata da opzione attivata di default a opzione attivabile. Staremo a vedere quando e se la funzione arriverà nella versione stable di Chrome. Il futuro del web, inteso come rete di collegamenti ipertestuali, considerando la diffusione di Chrome e Android, sembra davvero correre il rischio di essere nelle mani di Big G.

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