Chrome 37, l’ultimo aggiornamento del browser di Google, è in fase di distribuzione su tablet e smartphone: le differenze – a livello d’interfaccia – sono più sensibili sui secondi, perché il Material Design di Android L riduce quegli elementi grafici che pure rimangono sui primi [vedi gallery]. Cos’è successo? L’aspetto non ha ancora tutte le caratteristiche che acquisirà nell’update di ottobre, ma inizia a dimostrare che cosa intende Big G per un’esperienza-utente su più livelli. Un binomio fra tridimensionalità e semplicità.

Nonostante il design minimalista, infatti, Chrome dà realmente la sensazione di muoversi sul terzo asse: basta aprire una nuova scheda del browser per notare l’efficienza delle animazioni, ancora più veloci, e apprezzare l’ergonomia dei controlli. Da I/O 2014 è partita una “rivoluzione” flat che porta il concetto di Jony Ive su iPhone a un altro livello con Android L. Non è solo una questione d’impatto visivo perché l’adozione del Material Design impatta soprattutto sull’uso della batteria e in generale delle risorse di sistema.

Le ferree line guida che Google ha imposto agli sviluppatori di siti e applicazioni web trovano senso in Chrome 37 per Android, che propone un’anteprima di quanto avverrà su Chrome OS con Project Athena. L’utente avrà a disposizione un browser più rapido che, però, non sacrifica l’effetto «wow» delle transizioni tridimensionali e mantiene gli strumenti cui era già abituato al loro posto. Volenti o nolenti, è Mountain View che detta i trend del design che – accompagnato da un’estrema pulizia del codice – privilegerà i contenuti.

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