Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ha dichiarato guerra al clickjacking, una pratica sgradevole e molto spesso malevola che è pericolosamente diventata una “prassi” in crescita di un quantitativo enorme di siti web.

Cos’è il clickjacking?

Clickjacking, conosciuto anche con il nome di UI Redress: si tratta di una sorta di “velo” applicato a determinati siti. L’utente, cliccando su un bottone “download” o sul tasto “play” di alcuni video player, si ritrova reindirizzato presso una o più pagine esterne al sito visitato originariamente. Queste ultime sono spesso pubblicità, ma possono anche essere “meccanismi” per guadagnare Mi Piace su Facebook, scaricare malware o addirittura essere veri e propri tentativi di frode.

Google sta affrontando e cercando di sconfiggere l’utilizzo di questa tecnica, dopo averla scoperta e riconosciuta nei primi mesi del 2016. La compagnia afferma di aver creato un nuovo filtro per impedire che il clickjacking possa azionarsi, sia su mobile che su desktop, e di aver bloccato i publisher Adwords che ne fanno uso.

Il clickjacking (in italiano: “furto dei click”), infatti, non colpisce solo l’utente: grazie a questo escamotage, si attua una vera e propria frode ai danni di Adwords, il servizio di pubblicità online di Google.

È proprio Andres Ferrate, Chief Advocate della Qualità del Traffico degli Annunci Pubblicitari, ad affermare che Google rafforzerà le tecniche di difesa contro il clickjacking, pericolosamente in crescita.