Da quando c’è Google non siamo più orfani della rete. Google ci ha insegnato a camminare, ci ha guidato per i tortuosi sentieri del web, e sarebbe impossibile immaginare il nostro rapporto con internet senza mamma G.
Come tutte le mamme, però, anche Google ha i suoi difettucci, e i figli faticano a vederli. Ecco perché ho stilato questa mini classifica dei migliori/peggiori messaggi di Google nelle sue molteplici forme (Gmail, Chrome, Plus, ecc), dove, leggendo tra le righe, forse è possibile capire qualcosa della grande G.

“Sei SICURO che ti riconosceranno in questa foto? A quanto sembra non è possibile trovare IL TUO VISO”
Si, in quanto utente, apprezzo molto questa premura di mamma G. In particolare, sapere che Google è in grado di tracciare la mia faccia in un nanosecondo mi mette proprio a mio agio, e vedere poi quanto si preoccupa, per la mancanza di un volto da associare alla montagna di dati che ha già raccolto su di me, non mi fa sentire per niente controllato e schedato.

“Questo sito potrebbe ARRECARE DANNI al tuo computer”
Ma dai, i virus che fanno danni al computer e impallano il sistema ormai sono passati di moda. La moneta del web 2.0 sono le informazioni personali, perciò il sito in questione al massimo arrecherà danni alla mia privacy, cosa che Google sa fare meglio di chiunque altro. Con questo avviso di pericolo, Google non sta difendendo me, bensì il suo businness: le mie informazioni devono essere di Google e di nessun’altro. Mamma G è un tantino possessiva.

“Abbiamo preapprovato alcuni URL personalizzati PER IL TUO PROFILO. Ottieni l’URL”
Grazie, mamma G, che pensiero gentile, questo suona proprio come “aspetta, ti ho incartato la parmigiana e il piccione ripieno”. Avevo proprio bisogno di URL personalizzati brutti, poco intuitivi, difficili da modificare, e che non c’entrano nulla col mio nickname, che però probabilmente accetterò anche solo per non contraddire Google. Meglio non far arrabbiare mamma G, che poi ti penalizza nei risultati di ricerca.

“Eliminate le conversazioni presenti nel Cestino. CHE BISOGNO C’È DI ELIMINARE I MESSAGGI quando si ha a disposizione così tanto spazio di memoria?”
Ecco, questo messaggio nasconde la vera domanda che mamma G vorrebbe fare a chi svuota il cestino di Gmail, che all’incirca sarebbe: figliolo, tu credi davvero di poter cancellare dei dati? Dico, lo vedi dove ti trovi? Tu pensi che io, in casa mia, permetta a delle preziose informazioni personali di sparire per sempre? Ma che tenero, sei proprio un piccolo, ingenuo, adorabile pulcino. Adesso ti mando pure un messaggino automatico per rassicurarti, e per farti credere che hai davvero il potere di cancellare qualcosa contro la mia volontà.

“MI SENTO FORTUNATO”
Per concludere, pensiamo al testo dello storico bottone di Google e chiediamoci: è forse questo il volto giocoso dell’onnipresente mamma G? È forse una scorciatoia per chi non ha voglia di controllare i risultati e vuole fidarsi del risultato scelto da Google? È forse una semplice, geniale trovata che ha dato carisma e personalità al motore di ricerca più grande del mondo? No.
È solo il pensiero di Brin e Page quando si alzano al mattino.