Nel 2011, Google ha fondato il Cultural Institute, un progetto molto ambizioso attraverso il quale il colosso di Mountain View digitalizza, in altissima risoluzione, le opere d’arte custodite dai più importanti musei del mondo.

Il programma non è stato sospeso, anzi: ora il processo di digitalizzazione di un dipinto è diventato ancora più veloce e semplice grazie ad una nuova tecnologia chiamata Google Art Camera. Si tratta di una fotocamera sviluppata da Google, con cui, in pochi mesi, sono stati digitalizzati olre mille opere. Un enorme passo avanti se si pensa che fra il 2011 e il 2015 il Cultural Institute ha archiviato “solo” 200 capolavori.

Di super fotocamere che servono per digitalizzare le opere d’arte Google ne ha realizzate circa una ventina nel corso di questi cinque anni, e la società le presta a musei e istituti d’arte per registrare la copia virtuale delle opere. Una grande occasione per queste prestigiose pinacoteche, che possono sfruttare gratuitamente la potente Art Camera.

Ma come funziona? Art Camera viene posizionata di fronte al quadro e, una volta eseguite tutte le calibrazioni del caso, il dispositivo inizia la scansione di tutta la superficie del dipinto, milimmetro per millimetro. La copia virtuale viene poi inviata ai server di bigG, e successivamente vengono convertiti in un unico file a risoluzione gigapixel.

Sul sito ufficiale del progetto Cultural Institute si possono ammirare le principali opere digitalizzate sinora: da Monet a Van Gogh.