Google dovrà dimostrare un maggiore impegno nel rispetto delle norme europee sull’antitrust oppure la Commissione sarà costretta a imporle delle sanzioni: è quanto emerge dall’ultimo report annuale di Joaquín Almunia, che sostiene d’avere nuove e solide prove sugli abusi di posizione dominante da parte di Big G. Prossimo alla scadenza del suo mandato, il Commissario dichiara che lavorerà fino all’ultimo perché a Mountain View rispettino le direttive — e che comunque il dossier a partire dal 1 novembre passerà al suo successore.

Già da quattro anni Google è nel mirino della Commissione Europea per una serie di ragioni: oltre a dover garantire il diritto all’oblio [vedi gallery], Big G è accusata di sponsorizzare i propri prodotti attraverso il motore di ricerca e di non dare il giusto spazio alla concorrenza. Nel mese di febbraio, AdSense e AdWords sono stati modificati per assecondare le richieste della UE introducendo una sorta di evidenziatore verde per dare più risalto ai competitor. Una soluzione di ripiego che, evidentemente, non soddisfa Almunia.

La richiesta dell’Europa è quella di sottoscrivere un nuovo patto che possa tenere in piedi l’Articolo 9 col quale la Commissione ha firmato un accordo con Google. Se il nuovo impegno di Big G non dovesse essere soddisfacente, Almunia o chi lo sostituirà dovrà procedere con la formalizzazione delle accuse e proporre al Parlamento Europeo delle sanzioni: il Commissario non è entrato nel merito, omettendo di spiegare tecnicamente quali modifiche dovrebbero apportare a Mountain View per rispettare tutti gli accordi sull’antitrust.

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