Google ha un programma speciale che poche, o forse nessuna altra azienda in tutto il mondo, ha: quello del 20 per cento. Si tratta della possibilità che ogni lavoratore ha di dedicare un quinto del proprio tempo a un progetto non direttamente né necessariamente connesso con quello che è chiamato a fare. Questo è uno degli strumenti più innovativi di Big G, ma secondo quanto riportato da Quartz e discusso su Quora sarebbe saltato tutto. Non che Google abbia chiuso il programma, ma nessuno riesce più a starci dietro.

Negli anni passati grazie al 20 per cento, citato nei documenti presentati per la quotazione in borsa nel 2004, sono nati prodotti come:

  • Gmail, usata oggi da oltre 400 milioni di persone in tutto il mondo;
  • Google Maps, che con la nuova versione si è consacrata almeno sul web quale miglior servizio di mappe on line;
  • AdSense, oggi responsabile del 25 per cento dei ricavi di Google;
  • Transit;
  • GTalk;
  • Google News
  • shortcut da tastiera per Reader.

Questi sono solo i principali. Marissa Mayer nel 2006 spiegò che la metà dei prodotti lanciati nel 2005 venivano da progetti del 20 per cento, come ricorda Arstechnica.

I problemi principali con il 20 per cento sembrano essere sostanzialmente due:

  • Da una parte la necessità che il proprio progetto venga approvato, o meglio sarebbe dire “registrato”, insomma che sia confermato che ci stai lavorando, informazione riportata da Quartz, ma negata da alcuni ingegneri di Google su Hacker News;
  • Dall’altra, quando vengono fatte le valutazioni, sembra che chi si dedica al 100 per cento ai propri compiti venga visto meglio da colleghi e superiori, guadagnandosi così più facilmente premi e promozioni.

Quartz spiega che tutto questo fa parte della strategia di Larry Page di concentrare le risorse aziendali dietro a un numero inferiori di progetti, scelta da cui dipende la chiusura dei Google Labs in favore di Google X, il reparto segreto da cui vengono la Google Car e i Glass. Secondo quanto riportato da alcuni googler però il problema è proprio quello delle valutazioni, che oggi vengono effettuate tramite un sistema simile a quello definito stack ranking, che prevede il taglio del 20 per cento dei dipendenti in fondo alla classifica di merito. A Google l’ultimo 20 per cento verrebbe aiutato a risalire la china, ma vero è che nessuno vorrebbe mai trovarsi in quel 20 per cento.

Il metodo di valutazione delle performance di Google è fondamentalmente un gioco complesso in cui usare il 20 per cento è una mossa che ti fa perdere – spiega un ex dipendente – In realtà avresti bisogno di dedicare al tuo progetto il 40 per cento del tuo tempo: il 20 per cento per realizzarlo e il 20 per cento per farlo conoscere, ossia rivendertelo.

Così in pratica il 20 per cento non è stato cancellato, ma ora bisogna ricavarselo dal proprio tempo libero e aggiungerlo a quello che già si fa. Praticamente il 20 per cento è divenuto un 120 per cento. Il che secondo me equivale a dire che è morto e sepolto.

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