La Commissione Europa ha deciso di multare pesantemente Google per 2,42 miliardi di euro per posizione dominante. Trattasi di una muta record perchè l’Europa non aveva mai osato così tanto con nessun soggetto sino ad ora. Secondo l’accusa, Big G avrebbe abusato della sua posizione dominante nei motori di ricerca dando un vantaggio al suo servizio di comparazione Google Shopping. L’Europa spiega come Google sia entrato nel campo dello shopping 2004 con una piattaforma di comparazione che nel tempo si è evoluta diventando nel 2014 Google Shopping. Piattaforma che permette, nello specifico, di confrontare i prezzi dei prodotti presenti su altri eshop come Amazon ed eBay.

La UE specifica che all’inizio questo servizio non ebbe successo ma secondo l’accusa Google avrebbe iniziato a portare traffico a Google Shopping attraverso il motore di ricerca. In questo modo Google avrebbe dato maggiore risalto al suo servizio penalizzando gli altri. Effettuando una ricerca di un prodotto il suo servizio di comparazione viene messo in primo piano evidenziando diverse soluzioni d’acquisto mentre gli altri comparatori vengono messi tra i risultati generici.

Il problema nasce dal fatto che le persone cliccano prima sui i link in primo piano o nella prima pagina e non vanno a cercare le soluzioni proposte nelle pagine successive dei risultati.

L’Antitrust europeo, dunque, giudica illegale questa pratica portata avanti da Google per promuovere il suo servizio di comparazione dello shopping, limitando, così, la possibilità per le altre aziende di competere.

da qui la maxi multa da 2,42 miliardi che è stata tarata sulla gravità dei fatti. Google, adesso, ha 90 giorni per adeguarsi e cambiare pratica sul suo motore di ricerca. In caso contrario scatterà un’altra ammenda pari al 5% del fatturato giornaliero di Alphabet.

La reazione di Google, ovviamente, non si è fatta attendere:

Non siamo rispettosamente d’accordo con le conclusioni annunciate oggi. Rivedremo la decisione della Commissione in dettaglio, in quanto stiamo considerando di fare ricorso, e continueremo a perorare la nostra causa. Quando si fa shopping online, si vogliono trovare i prodotti che si stanno cercando in modo veloce e facile.