GoDaddy, il più popolare servizio di web hosting al mondo, ha appena annunciato l’acquisizione di Media Temple: un concorrente diretto, rivolto ai professionisti. La reputazione delle due aziende è agli antipodi, perché tanto la prima è considerata scadente quanto la seconda è apprezzata dagli sviluppatori. Le reazioni divergono, ma molti temono che il modello di business sostenuto da GoDaddy possa danneggiare la qualità di Media Temple — che, obiettivamente, non è una soluzione adatta a tutti. Resteranno comunque indipendenti.

Io utilizzo GoDaddy per un motivo molto semplice: i domini e lo spazio costano davvero poco, nonostante alcuni dei servizi aggiuntivi che dovrebbero essere inclusi nelle offerte siano acquistabili separatamente. Quando devi gestire i siti web di piccoli esercizi commerciali, investire in Virtual Private Server (VPS) con Media Temple è eccessivo — specie quando i clienti non rispettano le scadenze sui rinnovi. Tuttavia, è indubbio che GoDaddy abbia un’interfaccia-utente inutilizzabile… e sia contraddistinto da una scarsa qualità.

Allora, cosa potrebbe accadere a Media Temple? Il comunicato parla di «ponti» tra le due realtà: nella migliore delle ipotesi, GoDaddy potrebbe elevare il livello dell’offerta per gli sviluppatori — garantendo l’installazione di soluzioni come Ghost, che hanno dei requisiti particolari. Non credo che Media Temple proporrà delle modifiche peggiorative ai propri servizi e sarei grato se la politica commerciale del nuovo proprietario ne abbassasse i prezzi. Magari, potrebbe persino aiutare a migliorare l’infrastruttura di GoDaddy.