Milioni di siti internet ospitati dal server GoDaddy, “residenti” per così dire sul territorio americano, sono andati fuori uso dopo un blackout causato da un attacco hacker probabilmente architettato da una branca di Anonymous.

Milioni di siti in tutta America sono stati coinvolti nell’attacco hacker che ha mandato offline il registrar statunitense GoDaddy. L’account ufficiale su Twitter del Registrar, ha annunciato che l’azienda sta lavorando per risolvere il problema:

Salve a tutti. Siamo consapevoli dei problemi che state riscontrando con il nostro sito. Ci stiamo lavorando.

Un’affermazione che chiaramente ha avuto l’effetto contrario a quello sperato, visto che ora si pensa che l’azienda stia brancolando nel buio.

Il problema è che il danno è ingente visto che sono caduti sia i domini ospitati da GoDaddy, sia i servizi di posta elettronica e anche il servizio telefonico. A repentaglio anche i dati personali custoditi dal server.

Poche ore dopo l’annuncio di GoDaddy, sempre tramite Twitter, è arrivata una rivendicazione ufficiale da parte di un account @AnonymousOws3r che ha spiegato l’obiettivo dell’operazione Tango Down che ha voluto colpire al cuore le infrastrutture DNS del registrar.

Anonymous vuole illustrare i problemi di sicurezza di questo sistema sempre nell’intenzione di tutelare cittadini ed aziende.