Glitch è o, per meglio dire, è stato il primo videogioco concepito dai creatori di Flickr: rilasciato il 27 settembre 2011, sarà chiuso definitivamente dal 9 dicembre di quest’anno. L’annuncio ha colto di sorpresa i tanti estimatori che già dalla versione alpha avevano apprezzato la formula del Massively Multiplayer Online Game (MMOG). Basato su Adobe Flash, Glitch non era il “solito” gioco per il browser accessibile dai social network. Era un mondo virtuale immaginario, pieno di citazioni da Edgar Allan Poe a Jean Paul Sartre.

La grafica tipica del fumetto, gli indovinelli e le missioni avevano radunato attorno a Glitch una comunità di giocatori molto numerosa. Purtroppo, il modello di business adottato da Tiny Speck non è stato sufficiente a sostenere il progetto: la startup continua a esistere, recuperando da Glitch il sistema ideato per la messaggistica istantanea che costituirà il nuovo prodotto di Stewart Butterfield. Insieme alla moglie Caterina Fake era entrato in Yahoo! nel 2005 con la cessione di Flickr e aveva lasciato la compagnia nel 2008.

Quanti avessero effettuato degli acquisti o sottoscritto un abbonamento al negozio virtuale di Glitch saranno rimborsati. Le iscrizioni al videogame sono state bloccate, ma i giocatori possono tuttora invitare degli amici: entro la chiusura è possibile usufruire gratuitamente dei servizi che prima erano subordinati al pagamento. L’epilogo di Glitch è simile a quello delle tante startup che sono costrette a sospendere i portali per ragioni economiche, a prescindere dal successo del prodotto realizzato. Qualcosa però s’è salvato.