Eros e tecnologia sono come due linee parallele che corrono verso l’infinito toccandosi leggermente l’una con l’altra. Ma nei prossimi mesi ci potrebbe essere un vero e proprio affondo con annessa svolta che tanti internauti aspettavano.

Jeroen van den Bosch pare abbia trovato la soluzione alla fantasia del sesso virtuale. No, non ha realizzato l’ennesimo sito di incontri a luci rosse, né una bambola gonfiabile con Arduino, bensì un videogioco per PC chiamato Wicked Paradise, che abbatterà le barriere tra reale e virtuale e porterà il cyber sex a un livello superiore. Per farlo si servirà di Oculus Rift, un casco con vari sensori che promette di ottenere una esperienza utente quasi realistica.

Bosch gioca bene le sue carte dichiarando che il gioco sarà incentrato principalmente sulla storia e non sul sesso. In realtà ad essere spinto maggiormente sarà l’aspetto hot, il vero motivo per cui qualcuno comprerà Wicked Paradise. Vorrei credere anche io alla storia di un gioco erotico, ma la vedo come la trama di un film porno. Assente.

A più riprese si è detto che il sesso virtuale probabilmente sarà il futuro, Durex ha realizzato dei sex tools 2.0 per il sesso a distanza, ma io diffido. Siamo seri, il cyber sex è una cosa, il sesso vero e proprio è un’altra, altro mondo. Sono aperto alle innovazioni tecnologiche ma tendo  a rimarcare la differenza tra i due ambiti. Concettualmente sì, sono vicini ma, tra il dire e il fare c’è di mezzo qualcosa più grande del mare. Il momento il cui il virtuale supererà il fisico è molto lontano. Nel mentre che aspettiamo questo improbabile switch possiamo accontentarci dei video amatoriali coi Google Glass.

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