È passato quasi un anno dal primo mockup che John O’Nolan aveva sottoposto alla comunità di WordPress, insoddisfatto dall’eccessiva complessità acquisita dal Content Management System (CMS): oggi, Ghost è disponibile al download per chiunque volesse curare un blog — utilizzando delle tecnologie all’avanguardia. Quello che inizialmente sarebbe dovuto essere soltanto un fork di WordPress è stato realizzato, in realtà, partendo da zero e su linguaggi di programmazione e database differenti. Una piattaforma sulla quale scommettere.

Ghost ha molto di WordPress, nonostante – a differenza del progetto iniziale – i due ecosistemi non siano compatibili. Potete scaricare e installare la versione 0.3.2, ma occorre un server con Node.js e SQLite: il supporto ai database non-relazionali e la piattaforma alla WordPress.com arriveranno nel prossimo futuro. Stando a ciò che ho potuto vedere, Ghost rappresenta l’ideale evoluzione di WordPress che è destinato a generare progetti più elaborati dei blog sulla falsariga di Drupal o altri Content Management Framework (CMF).

Come anticipavo in primavera, quando Ghost è stato finanziato con successo su Kickstarter, le caratteristiche del CMS potrebbero creare delle difficoltà: Node.js richiede una configurazione leggermente diversa da Linux, Apache, MySQL, PHP (LAMP) che sono implementati dai principali servizi di hosting e ciò comporta dei costi più elevati. È lecito domandarsi se il problema sia davvero di Ghost o, piuttosto, di WordPress che un domani potrebbe trovarsi costretto a optare per le stesse risorse con la “crescita” di Node.js e NoSQL.